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OO.SS. Crias e Ircac al Governo Regionale – “Evitiamo lo scempio che porterà all’ineluttabile fine del Credito Agevolato in Sicilia

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Comunicato

Le scriventi OO.SS., FABI, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca UIL, Unisin, segreterie regionali e aziendali di Crias e Ircac, ancora una volta stigmatizzano il metodo seguito dalla Giunta Musumeci nell’affrontare la trasformazione degli Enti Ircac e Crias, e rilevano la totale approssimazione con cui il Governo Regionale continua a gestire l’operazione, rischiando di vanificarne la mission.

Dopo il fallimento dell’iniziale progetto, il Governo ha scelto di abbozzare in un unico articolo di legge, l’art.1 della l.r. 10/2018, il futuro dell’Irca, frutto della fusione degli Enti Crias e Ircac, demandandolo ad un regolamento già più volte rivisitato, ma sempre non tenendo in conto le modifiche proposte dai sindacati per il buon funzionamento del costituendo Ente ed in difesa dei lavoratori.

Oggi, le modifiche ed abrogazioni allo stesso art. 1 inserite dalla Giunta nel collegato alla finanziaria, confermano in modo inequivocabile l’assenza di un piano industriale, più volte invocato dalle OO.SS., necessario per affrontare compiutamente la trasformazione di Ircac e Crias. Procedendo in tal modo l’ unica certezza che s’intravede è una intollerabile nebulosità sulla futura attività degli Enti, con un conseguente rischio per l’economia dell’isola e per il mantenimento dei posti di lavoro. Pertanto le scriventi OO.SS. chiedono di fermare il percorso infruttuoso intrapreso, praticamente un “non percorso”, procedendo alla definizione di un serio piano industriale che sia la risultante del dialogo con le associazioni di categoria e con le OO.SS. che rappresentano i lavoratori degli enti. Soltanto il rispetto del metodo, che è sostanza, e quindi merito, un metodo improntato al confronto ed all’ascolto, consentirà di poter affrontare correttamente tutte le complesse questioni in gioco, nell’interesse di tutti. Le sottoscritte OO.SS., in assenza di un immediato ed auspicabile cambio di rotta da parte del Governo Regionale, metteranno in atto tutte le azioni utili al fine di evitare lo scempio che porterebbe alla fine, altrimenti ineluttabile, del Credito Agevolato in Sicilia

BCC: Finalmente il rinnovo del contratto

Nella serata del 9 gennaio si è arrivati, dopo mesi di lunga trattativa, alla definizione del rinnovo del CCNL del 21.12.2012 per i Quadri Direttivi e per il Personale delle Aree Professionali delle Banche di Credito Cooperativo ormai scaduto da anni.

Il percorso di rinnovo non è stato facile anche a seguito degli impatti organizzativi della Riforma sulle aziende di Credito Cooperativo, iniziata dal precedente governo e mai completata, ed oggi con la cosiddetta “riforma della riforma” a firma dell’attuale governo Lega/pentastellato.

“L’accordo di rinnovo si distingue in una prima fase di efficacia, con l’immediata modifica di istituti del Contratto Nazionale utili all’attuazione della riforma, al riconoscimento degli aumenti salariali, all’individuazione di strumenti di tutela al l’occupazione” così Giuseppe Del Vecchio, Segretario Nazionale Uilca.

L’aumento salariale medio sarà di 85 euro a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Come si legge sull’accordo firmato ieri la volontà delle controparti è quella di rispettare la natura mutualistica del credito cooperativo e delle casse rurali, ma apportando le modifiche necessarie al pieno raggiungimento della riforma del sistema delle Bcc.

Pippo Vento Bcc Uilca Sicilia

(In foto Pippo Vento del Coordinamento Bcc Uilca Sicilia)

“Inoltre in considerazione della straordinaria complessità che il Sistema del Credito Cooperativo sta attraversando abbiamo ritenuto necessario di avviare un confronto successivo- continua Del Vecchio-, in cui completeremo la definizione delle regole collettive dei rapporti di lavoro seguendo dinamicamente il realizzarsi della riforma”.

In particolare il confronto continuerà su: adeguamento alla normativa del lavoro, premio di risultato, conciliazione tempi di vita e di lavoro, welfare aziendale e adeguamento della disciplina sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Uilca si dichiara soddisfatta per la ripresa di responsabili e proficue relazioni sindacali con Federcasse che hanno consentito di definire, se pur a distanza di qualche anno dalla scadenza, il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro e per la gestione della delicata fase di trasformazione dell’intero sistema del Credito Cooperativo.

“Una nuova politica forestale, per un futuro di crescita e di sviluppo basato sul territorio e l’ambiente”

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Palermo- “Una nuova politica forestale, per un futuro di crescita e di sviluppo basato sul territorio e l’ambiente” è il tema dell’attivo unitario organizzato per domani – giovedì 10 – a Palermo da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. La riunione, che avrà inizio alle 9.30 nella sala-congressi del “San Paolo Palace”, è stata convocata da Alfio Mannino, Pierluigi Manca e Nino Marino, i segretari regionali delle tre organizzazioni di categoria, per “rilanciare la vertenza forestale rivendicando una riforma vera del settore che tuteli e valorizzi il territorio siciliano”. Fai, Flai e Uila sottolineano la necessità di “assicurare valore al comparto con proposte che diano certezze nella continuità del lavoro, nei pagamenti, nei diritti e nelle tutele normative e contrattuali”.

ABI: Diminuiscono le rapine in banca ma non al Sud

L ’Abi comunica i risultati positivi ottenuti in termine di prevenzione del rischio rapina nel periodo 2013-2017. Nel settore bancario assistiamo ad una diminuzione del 70% di rapine allo sportello denunciate all’Autorità giudiziaria.

Un investimento di oltre 3 miliardi di euro, stanziati dalle banche nel periodo 2013-2017 (una media di 645 milioni all’anno) e l’adozione di misure di protezione più moderne ed efficaci, affiancate ad attività di formazione ai propri dipendenti, hanno reso possibile questo calo di eventi criminosi. Inoltre anche l’aumento delle rapine fallite è un altro dato degno di nota. La percentuale di rapine fallite è salita, infatti, al 35,1% (era pari al 24,5% nel 2013), a dimostrazione di come le diverse iniziative intraprese per contrastare il fenomeno stiano avendo un effetto positivo non solo sul numero assoluto di attacchi ma anche sull’esito degli attacchi stessi.

L’indagine è stata messo a punto nell’ambito dell’Osservatorio Intersettoriale avviato da OSSIF, il Centro di Ricerca dell’ABI sulla Sicurezza Anticrimine, in collaborazione col Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, e con la partecipazione di Assovalori, Confcommercio – Imprese per l’Italia, Federazione Italiana Tabaccai, Federdistribuzione, Federfarma, Poste Italiane e Unione Petrolifera.

Purtroppo questi dati positivi non si ripercuotono in egual misura su tutto il territorio nazionale. La Sicilia insieme alla Campania presenta una maggiore criticità del fenomeno rapina, in queste regioni il livello di rischio è risultato superiore a quello medio nazionale per tutti i settori considerati (banche, uffici postali, tabaccherie e farmacie). In particolare, la Sicilia (insieme alla Puglia) è risultata al primo posto della graduatoria con riferimento alle rapine negli uffici postali con un valore di 5,1 rapine ogni 100 uffici postali.

Nei mesi scorsi il Comitato Esecutivo dell’ABI ha approvato la nuova versione del Protocollo Anticrimine “Protocollo di intesa per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela” tra Prefettura, Abi e banche firmatarie. Rispetto alla precedente versione, l’Accordo è stato esteso alla prevenzione di altre fenomenologie criminose quali le truffe alla clientela, gli atti vandalici e terroristici, nonché le aggressioni al personale non a scopo predatorio.

 

 

 

BALLOTTA (UILCA SICILIA): No alle penalizzazioni dei lavoratori siciliani di Carige.

Prendiamo atto con soddisfazione del Decreto Legge approvato ieri sera in Consiglio dei Ministri, con il quale lo Stato è intervenuto in soccorso di Banca CARIGE come già avvenuto in passato per MPS.” dichiara Riccardo Ballotta, Segretario Regionale Uilca Sicilia (nella foto).

La Carige potrà emettere obbligazioni garantite dallo Stato per far fronte a situazioni di crisi, a tutela dei risparmiatori

“In Sicilia, – continua Ballotta – a seguito della cessione di sportelli ex Banco di Sicilia, ex Sicilcassa ed ex Banca di Roma avvenuta tra il 2007 ed il 2008, la Cassa di Risparmio di Genova ed Imperia ha acquisito dimensioni importanti

nell’ambito del settore del credito regionale con più di 60 sportelli e circa 300 lavoratori.

Oggi Banca CARIGE conta, a seguito delle razionalizzazioni e degli esodi, 40 filiali e più di 200 lavoratori, che hanno contribuito – grazie alla loro professionalità e nonostante l’incertezza nella quale vivono da diversi anni – alla tenuta della banca sul mercato grazie alla gestione della clientela peraltro preoccupata a causa delle notizie sull’ Istituto.”

Aggiunge Giuseppe Gargano, Segretario Generale Uilca Sicilia (nella foto):

“Saremo molto attenti a portare all’attenzione della Segreteria Nazionale e del Coordinamento Aziendale UILCA, le giuste istanze dei lavoratori siciliani di Banca CARIGE, che non dovranno pagare la cattiva gestione della proprietà, che continuano ad essere il primo patrimonio della banca, e non dovranno subire penalizzazioni in alcun modo nei prevedibili processi di fusione/incorporazione che interesseranno l’Istituto quali mobilità sfrenata, sacrifici salariali o perdita di occupazione.

La Sicilia ha già pagato e continua a pagare un prezzo elevatissimo a causa della ristrutturazione del settore, e non possiamo permettere alcuna “distrazione” sul credito in Regione, valore determinante per la ripartenza dell’ economia”.

Antonello da Messina a Palermo.

Cinquecentotrentanove anni per rimetterne insieme l’eredità visiva, riunendo a Palermo, nella Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, fino al 10 febbraio 2019, quasi la metà delle opere esistenti di Antonello Da Messina.”

In questi giorni potrete ammirare alcune delle opere più famose del più grande pittore siciliano del XV secolo, Antonello De Antonio, detto Antonello da Messina, dalle 09:00 alle 18:30, costo del biglietto € 13,00 intero o € 11,00 ridotto.

Ritratto di marinaio ignoto

Hanno già fatto visita alla mostra in 8.000 dopo solo 15 giorni. Si prevede che il boom continuerà poiché  molte scolaresche potranno approfittare della singolare occasione. 

 

Crocifissione

Tra i dipinti esposti,  “Annunciazione”, “Crocifissione”, “San Giovanni evangelista”, “San Benedetto”,  “Ritratto di ignoto marinaio”, “Annunciata”.

Nato a Messina tra il 1425 ed il 1430 e morto nella stessa città nel 1479, la sua vita, in alcune periodi è avvolta nel mistero, si ha traccia della sua attività come ragazzo di bottega presso il Colantonio a Napoli intorno al 1450.

Sono certi i suoi spostamenti a Napoli e Venezia, secondo molti storici d’arte sarebbe questo il primo contatto con esponenti della scuola pittorica fiamminga che ha influenzato i lavori dell’artista siciliano.

Annunciata

Le sue opere sono piene di luce, colori e dettagli come nei migliori dipinti fiamminghi ed hanno una “dimensione psicologica” che fa assurgere questo artista ad una rilevante collocazione europea.

 

 

 

Purtroppo alcune opere sono presenti soltanto in copia fotografica in quanto gli originali non sono pervenuti alla mostra.

Annunciazione

Tra gli originali pervenuti, c’è da notare, altresì, la carente conservazione di alcuni di essi. E’ il caso dell’ “Annunciazione“, oggetto, nel tempo , di restauri inefficaci e, a volte, dannosi.

 

 

 

La Uil Messina denuncia il sindaco De Luca

Anno nuovo vecchia querelle… quelle tra il sindaco di Messina  Cateno De Luca e le organizzazioni sindacali.

In occasione del comizio tenutosi il 31 dicembre la “musica” non è cambiata. “Il fallimentare comizio di Capodanno del sindaco De Luca, oltre a registrare un tragico flop certificato dalla presenza di sole 180 persone, molte delle quali tra l’altro in attesa del concerto, rappresenta l’ennesima pantomima di un sindaco prigioniero di sé stesso che nei primi sei mesi di amministrazione non ha prodotto assolutamente nulla: solo annunci e parole al vento, nonché tante offese e tantissimo veleno contro la Uil, la Cgil, la stampa, i lavoratori comunali, le altre istituzioni”, così Ivan Tripodi segretario generale della Uil Messina, secondo il quale a mancare sarebbe una visione d’insieme, un progetto che miri al risanamento socio- economico della città dello stretto: il tutto aggravato da toni e modalità di espressione non adatti a chi ricopre un ruolo istituzionale.

 

(In foto Cateno De Luca. Fonte lasicilia.it)

 

La Uil Messina ha denunciato il sindaco De Luca alle autorità competenti:

“Rispetto alle indegne offese e alle vergognose calunnie reiteratamente espresse dal sindaco di Messina contro la UIL- aggiunge Tripodi- nel respingere al mittente le oscenità che evidentemente qualificano chi le pronuncia, ribadiamo che, ormai, la questione è passata al vaglio della Magistratura che avrà modo di valutare i termini della denuncia-querela che, per difendere la dignità e l’onorabilità della nostra gloriosa organizzazione sindacale, nei giorni scorsi abbiamo formalmente presentato”.

 

 

Musumeci “66 Mln di imposte Unicredit nelle casse regionali”

Unicredit verserà alla Regione Siciliana circa 66 milioni di euro relativi alle imposte pagate dalla banca all’erario. A comunicare la notizia al governatore Nello Musumeci è stato il responsabile di UniCredit Sicilia, Salvatore Malandrino (in foto).

Un riconoscimento in capo alla Regione, quindi, di una parte dei tributi annuali versati dall’Istituto di credito per i redditi prodotti nell’Isola. Si tratta di un evento straordinario, tenuto conto che la sede della banca non si trova sul territorio siciliano. Questo a testimonianza del grande rapporto che Unicredit, con il suo ex Banco di Sicilia, ha con l’isola. Sicuramente una ventata di ossigeno per le casse siciliane.

 

“Voglio esprimere un apprezzamento – sottolinea il presidente della Regione – per la decisione maturata dai vertici di UniCredit, un ulteriore segnale di attenzione che la banca presta al territorio regionale. La scelta, assunta in maniera condivisa con il dipartimento delle Finanze del competente ministero, è un passo importante affinché’ il gettito di tutte le imposte erariali maturate nell’Isola, ancorché’ versate al di fuori per ragioni di carattere amministrativo, restino in Sicilia”.

 

Vent’anni di euro e il taglio da 500 va in pensione

Nel 2019 si festeggiano i 20 anni dell’euro, la moneta unica che entrò in vigore il 1 gennaio 1999 in undici Paesi dell’Unione Europea. Con l’introduzione dell’euro si completava il percorso verso la libera circolazione di capitali in Europa, l’istituzione di un’autorità monetaria comune e una politica monetaria unica nell’ambito della Bce. Oggi i Paesi facenti parte dell’unione monetaria sono 19, l’euro è la seconda divisa più importante a livello internazionale, dopo il dollaro, con oltre 60 Paesi che la utilizzano o vi collegano la loro moneta. Secondo il Presidente della Bce Mario Draghi l’euro è una “conseguenza logica e necessaria del mercato unico. Con l’euro è più facile spostarsi, commerciare ed effettuare transazioni all’interno della zona euro e con il resto del mondo. Vent’anni dopo abbiamo una generazione che non conosce altra valuta nazionale”

Con l’anniversario della moneta unica andranno però in pensione le banconote da 500 euro, stampate per la prima volta nel 2002. A partire dal 27 gennaio, infatti, tutte le banche centrali non potranno più diffonderla ad eccezione di Austria e Germania dove si continueranno a stampare fino al 26 aprile. L’utilizzo del taglio da 500 euro è sempre stato poco diffuso e molto problematico, soprattutto alla luce dell’inasprimento delle normative sull’antiriciclaggio. Guardato con diffidenza da consumatori e commercianti, nonostante sia il taglio meno contraffatto, è forse stato utilizzato più per usi legati ad attività illecite che dal grande pubblico dei cittadini europei. La lotta all’evasione e alla criminalità, oltre allo scarso utilizzo, sono sicuramente tra i motivi della fine dell’epoca dei biglietti viola.

Abi: le banche sospendano i mutui per i comuni etnei terremotati

Nella notte del 26 dicembre alle 3:19 la terra ha tremato alle pendici dell’Etna con epicentro tra i comuni di Viagrande e Trecastagni, un terremoto di magnitudo 4.8 che ha causato diversi feriti e molti danni ad immobili. Migliaia le richieste di sopralluoghi e centinaia le persone le cui case sono al momento inagibili.

In data 28 dicembre il Consiglio dei Ministri ha dichiarazione lo stato di emergenza, per 12 mesi, in conseguenza dell’evento sismico che ha colpito il territorio dei comuni di Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Milo, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Per l’avvio delle prime attività di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite sono stati pertanto stanziati 10 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.

A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, l’ABI invita le banche a dare immediata attuazione alla sospensione dei mutui, appena i provvedimenti e le ordinanze istituzionali saranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

 

Con un comunicato ufficiale Unicredit ha già attivato un pacchetto di misure straordinarie per i comuni interessati, che prevede una moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui ipotecari e chirografari per le imprese, con sede legale/operativa nelle zone colpite dal terremoto che abbiano subito danni, e per tutti i clienti privati intestatari di mutui ipotecari residenti in uno dei comuni interessati danneggiati dall’evento.

Ha inoltre previsto un “Prestito Sostegno” ad un tasso agevolato per i clienti privati residenti nei Comuni interessati dall’evento sismico e un “Pacchetto nuovo credito alle imprese” con linea di finanziamenti chirografari/ipotecari a condizioni agevolate in favore di clienti imprese con sede legale/operativa nei comuni interessati dall’evento.

 

​La protezione civile attraverso una apposita ordinanza fornirà tutti i riferimenti per una piena applicazione della sospensione dei mutui.

Proprio per assicurare dovunque equità e tempestività degli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali, l’ABI ha sottoscritto uno specifico Protocollo di intesa con la Protezione Civile e le Associazioni dei consumatori.