Seguendo le Linee Guida Politiche 2024–2029 della Commissione Europea e la lettera di missione del Commissario per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di Diritto, la Competitiveness Compass della Commissione di gennaio 2025 ha annunciato la creazione di un “28° regime” come parte di una strategia più ampia per rafforzare la competitività dell’economia europea.
Questa innovazione dovrebbe aiutare le nuove imprese (start up) innovative ad accedere, solo in forma digitale, alle procedure per creare l’azienda (in 48 ore) con costi inferiori a 100€, generando un quadro normativo armonizzato in tutta l’Europa. Da qui il nome della norma, 28° regime, per indicare che sarà come creare le norme ad hoc per un 28° membro dell’UE senza armonizzare il tutto con ciò che è presente negli altri 27 paesi.
Questo nuovo regime giuridico consentirebbe alle imprese che vi aderiscono, di utilizzare anziché il regime normativo di uno qualsiasi degli altri paesi, procedure semplificate durante tutto il ciclo di vita dell’azienda, trasferimenti digitali di azioni e operazioni di capitale più semplici, supporto a strumenti di finanziamento moderni e la possibilità per gli Stati membri di consentire l’accesso ai mercati pubblici azionari. Introdurre, inoltre, procedure di insolvenza completamente digitali e la trasmissione automatica dei dati aziendali alle autorità competenti in linea con il “principio del solo uno”, includendo però garanzie contro frodi e abusi.
L’obiettivo è permettere alle aziende innovative di operare secondo un unico insieme armonizzato di regole a livello UE, che coprano aspetti rilevanti del diritto societario, fallimentare, del lavoro e fiscale.
In questo contesto, l’UE Inc. istituirà un nuovo regime giuridico societario armonizzato in tutta l’Unione Europea. Pur essendo progettato appositamente per aziende innovative e startup, sarà disponibile a qualsiasi fondatore che lo ritenga adatto, insieme alle forme aziendali nazionali esistenti.
Per protestare contro questa nuova liberalizzazione per le imprese, i sindacati europei si sono dati appuntamento a Bruxelles il 24 settembre 2026 per chiedere la revisione o la cancellazione di questa proposta in quanto metterebbe a rischio molti diritti dei lavoratori.
Un’analisi giuridica dell’European Trade Union Institute ha rilevato che il regime potrebbe permettere alle aziende di registrarsi negli Stati membri con bassi standard sociali mentre i loro lavoratori risiedono altrove; offrire stock option invece di salari o un contratto di lavoro; evitare la co-determinazione e la rappresentanza dei lavoratori a livello di consiglio; evitare l’obbligo di informare e consultare i lavoratori sulle decisioni; accelerare le liquidazioni in modi che potrebbero lasciare salari non pagati.
Il Segretario Regionale di UNI Europa, Oliver Roethig, dichiara: “Questa proposta di legge farà tornare indietro i lavoratori di 100 anni”. “Non c’è nulla di innovativo o progressista nel dare alle aziende un modo per aggirare le leggi sul lavoro, i contratti collettivi di lavoro, i diritti sindacali e le tutele sociali che sono stati tutti duramente conquistati. UNI Europa si unirà alla manifestazione con tutta la forza per contrastare questa legge inutile.”
La Segretaria Generale della CES, Esther Lynch, avverte che permettere questo tipo di shopping al regime “inevitabilmente dà inizio a una corsa al basso in termini di retribuzione e condizioni in tutto il continente.” Questa è una situazione allarmante che i sindacati europei hanno segnalato fin dall’inizio, evidenziando i rischi che l’UE Inc. rappresenta per i lavoratori in tutta Europa.
La UIL presente con Pierpaolo Bombardieri oltre a 200 delegati. Tra questi la delegazione della UILCA Uil guidata da Bianca Cuciniello

