Il rinnovo del CCNL del credito, scaduto il 31 marzo 2026, entra nella fase operativa. L’incontro dell’8 settembre tra ABI con UILCA e le altre organizzazioni sindacali ha riaperto ufficialmente il confronto dopo la pausa estiva, segnando l’avvio di un calendario che si preannuncia fitto e decisivo per la chiusura entro fine anno.
La Uilca e le altre sigle si presentano al tavolo con una piattaforma approvata dai lavoratori con un consenso del 99,8%, elemento che conferisce al fronte sindacale un mandato negoziale particolarmente forte. La piattaforma punta a un incremento salariale di 518 euro lordi mensili, alla riduzione dell’orario a 35 ore settimanali, al rafforzamento del welfare e a una regolazione più stringente dell’uso dell’intelligenza artificiale nei processi bancari.
ABI non ha ancora presentato una proposta economica, ma ha ribadito l’esigenza di un rinnovo “sostenibile” e coerente con la trasformazione in atto nel settore. Tra i temi centrali indicati dall’associazione:
revisione degli inquadramenti, maggiore flessibilità organizzativa, integrazione del contratto con i nuovi modelli digitali, attenzione ai costi complessivi del personale.
Il negoziato si colloca in un contesto di forte evoluzione del sistema bancario:
processi di fusione e consolidamento, investimenti in digitalizzazione e cybersecurity, ridefinizione dei modelli di servizio, impatto crescente dell’IA sulle attività operative e commerciali.
Il nuovo CCNL dovrà quindi rispondere non solo alle richieste retributive, ma anche alla necessità di aggiornare la cornice normativa del lavoro bancario.
Il verbale di sospensione dei termini fissa al 31 dicembre 2026 la deadline per la chiusura del contratto. Un mancato accordo entro fine anno comporterebbe uno slittamento al 2027, con possibili ripercussioni sulle relazioni industriali e sulla gestione del personale nelle principali realtà del credito.
Le parti torneranno a riunirsi nelle prossime settimane per affrontare i capitoli più complessi: parte economica, orario, welfare, inquadramenti e governance dell’IA. L’autunno si preannuncia quindi come la fase decisiva per verificare la distanza reale tra le posizioni e la possibilità di un’intesa entro la fine dell’anno.

