In occasione della Giornata Internazionale della Donna, si fa spesso il punto sulla parità di genere. Un’analisi interessante per capire dove siamo arrivati finora, ce la fornisce il report “Sesso è Potere” a cura di info.nodes e On Data. Un report che approfondisce ogni anno le diverse opportunità di accesso ai ruoli di comando per gli uomini e le donne. Quello che emerge dall’ultimo report, pubblicato nel 2025, è che viviamo ancora in una democrazia sbilanciata verso il genere maschile in tutti gli ambiti del potere.
Il report ne analizza i principali, partendo dall’ambito politico, dove i dati che hanno a che fare con la declinazione del potere in Italia parlano chiaro: sono soprattutto gli uomini a governare e ad amministrare il nostro paese e le nostre città.
Partendo dai ruoli di base su un totale 126.922 cittadini e cittadine che ricoprono un ruolo elettivo a livello comunale o regionale: gli uomini sono 82.531, rappresentando il 65% del totale, a fronte delle 44.435 donne elette, pari al 35%. La carica di sindaco è ricoperta da una donna soltanto nel 15% dei casi, contro lo schiacciante 85% degli uomini. Le cose non migliorano risalendo verso le più alte cariche dello Stato.
Sebbene la Presidenza del Consiglio è attualmente affidata a una donna, Giorgia Meloni, il governo rimane ancora largamente in mano agli uomini, dei 24 Ministeri di cui è composto il governo, 18 sono amministrati da uomini e soltanto 6 da donne.
Cambiando ambito, il report analizza quello mediatico dove si rileva che solo il 6% dei ruoli di dirigenza di un giornale al vertice è ricoperto da giornaliste, sebbene esse rappresentino il 40 % del totale dei giornalisti in Italia. Neanche una donna è a capo di un telegiornale nazionale.
In ambito economico la situazione non cambia: secondo l’Istat, meno di un imprenditore su tre è donna, e nelle aziende le donne manager sono appena il 27% del totale dei dirigenti, al di sotto del valore medio europeo, che è pari al 33,9% (dati Censis 2023). Nel report viene evidenziato come nelle 50 aziende a maggiore capitalizzazione quotate alla borsa di Milano solo 2 donne ricoprano la carica di CEO o amministratrici delegate.
Anche solo il dato sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro (il 52,5% contro la media UE del 65,7% nel 2023) potrebbe darci risposte utili, ma il report punta ad andare oltre, e capire perché spesso le donne tendono a occupare posizioni che da qualche decennio sono state definite di “middle management”. Spesso al genere femminile vengono assegnati ruoli ritenuti più confacenti al genere, che prevedono: capacità comunicativa e relazionale, organizzazione e risoluzione dei conflitti, tralasciando i ruoli più decisionali.
Quello che emerge dal Report per l’anno 2025 è che il potere è ancora stabilmente in mano agli uomini, e che molto ancora deve essere fatto per il raggiungimento di una vera parità di genere.

