Il 29 maggio 2020 ha avuto luogo il flash mob organizzato dal comitato “medici in mobilitazione permanente” a Palermo in piazza Ruggero Settimo.

La manifestazione si è tenuta in molte piazze d’Italia.  In Sicilia è stato possibile assistere a questa opera di sensibilizzazione dei giovani medici e degli studenti di medicina, anche a Catania e Messina.

Come detto, lo scopo di questo flash mob è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione del SSN e di protestare contro l’attuale organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.

Mancano medici specializzati poiché esiste il cosiddetto “Imbuto Formativo”, ovvero non viene data rispo

sta immediata alla domanda di formazione specialistica dei giovani medici.

L’emergenza sanitaria ancora in corso ha dimostrato con tutta l’evidenza possibile quanto sia carente un

 Servizio Sanitario Nazionale con gestione decentrata affidata alle Regioni e quanto sia necessario aumentare gli investimenti in questo delicato settore che serve a formare persone che si curano della nostra salute.

La manifestazione è stata promossa in tutta Italia da un ampio schieramento di associazioni mediche: Farmacia Politica – Rete della Conoscenza – Link Coordinamento Universitario – Salviamo Ippocrate – Segretariato Italiano Giovani Medici – Materia Grigia – Link Area Medica Pagina Nazionale – Chi si cura di te? – ER Ex Rappresentanti in prima linea.

Delia Epifani, Responsabile Nazionale del Sindacato Medici Italiani del settore Formazione e Prospettive, nel corso della pubblicazione della manifestazione ha dichiarato:

“Non è più ammissibile parlare di camici grigi, imbuto formativo, emigrazione dei giovani medici verso l’estero, solo perché chi li ha formati durante il percorso universitario non è in grado di garantire loro un futuro formativo idoneo. È servita una pandemia per farci capire quanto sia importante un Servizio Sanitario Pubblico e quanto, allo stato attuale, questo necessiti di una importante rivalutazione. Non è più il momento di definanziare, di avere a che fare con una coperta sempre troppo corta. È il momento di ripartire, di reinvestire sul SSN e per farlo bisogna partire dalla risorsa più grande che abbiamo: migliaia di giovani medici che hanno il diritto e la voglia di specializzarsi. E di farlo nel migliore dei modi”.

 

Continua la Epifani: “Per queste ragioni ci uniamo alla mobilitazione e chiediamo: l’azzeramento dell’imbuto formativo, con un rapporto 1:1 tra neolaureati e borse di formazione specialistica; l’evoluzione del contratto del medico in formazione specialistica, con l’introduzione di forme contrattuali di formazione lavoro; la garanzia di una formazione di qualità; il riconoscimento della centralità della medicina del territorio, con la parificazione della formazione dei medici di medicina generale e quella dei medici in formazione specialistica”.

Infine: “Come SMI Formazione e Prospettive, saremo al fianco di migliaia di altri colleghi per chiedere a gran voce ciò che non solo i giovani medici, ma anche tutti i pazienti, meritano: la salvaguardia della professione medica, la salvaguardia del Servizio Sanitario Nazionale. È il momento in cui ognuno di noi deve fare la sua parte. Nessuno escluso”.

 

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