Sembra assurdo e quasi impossibile ma, appena conclusa la drammatica fase di “chiusura totale” e di rigido distanziamento fisico imposto dalla pandemia Covid-19, sono deflagrate con una violenza inaudita le pressioni commerciali.

I sedici decessi di lavoratori bancari ed i più di mille contagiati nel settore a livello nazionale non hanno ricondotto i vertici aziendali alla ragione.

Quegli stessi Top Manager che erano spariti dalla circolazione, quegli stessi “fantasmi” che si erano eclissati e non hanno neanche immaginato di scendere tra le lavoratrici ed i lavoratori nella fase più critica, comandanti mai saliti sulla nave, sono riapparsi come sciacalli puntando con cinismo ai “numeri”, ai risultati, agli obiettivi commerciali, privi di ogni buon senso e sensibilità.

È il dato che drammaticamente emerge in quasi tutte le aziende del nostro settore in Sicilia.

Tali fantasmi, per di più, quando vengono interessati dalle OO.SS. aziendali in merito ai diffusi episodi di pressioni commerciali, sembrano quasi cadere dalle nuvole, si fingono inconsapevoli e quindi incolpevoli promettendo interventi correttivi nei confronti di chi – a loro dire – infiammato dal sacro fuoco delle vendite a volte esagera per passione.

Ciò che ancor di più preoccupa è l’ambiguità di chi dovrebbe conoscere bene la situazione, e dovrebbe quindi spiegarci com’è possibile in tale fase spingere verso nuovi investimenti mentre i mercati crollano con conseguenti perdite sui fondi comuni e su ogni altra forma di investimento.

E sarà forse per una perversa passione che le pressioni si manifestano talvolta travestite da “impegno sociale”, o vengono poi seguite da minacce sul mantenimento dei ruoli aziendali o addirittura del posto di lavoro.

Noi sappiamo che gli Area Manager, i Direttori o Coordinatori Commerciali, ed a caduta i Responsabili delle funzioni commerciali ad ogni livello subiscono anch’essi pressioni, ma a pagarne le conseguenze sono sempre le lavoratrici ed i lavoratori in prima linea.

Le lavoratrici ed i lavoratori di rete in questo periodo drammatico sono stati oberati da tutta una serie di attività straordinarie, tra cui la gestione della emergenza sanitaria, la gestione del personale, i processi delle pratiche ex decreto liquidità e decreto rilancio, ed è pazzesco rilevare anche tali richieste così pressanti di risultati commerciali.

Un’ulteriore preoccupazione è connessa ai rischi a cui sono esposti i lavoratori, e non accetteremo e denunceremo in ogni sede opportuna le contestazioni disciplinari che dovessero derivare dalle spasmodiche attività imposte in questo difficile periodo.

Di fronte a tanta avidità, a tanto cinismo, occorre trovare deterrenti adeguati.

ESTERNI AGENZIA BANCA INTESA SANPAOLO SAN PAOLO IN PIAZZA CORDUSIO 4

Da oggi diamo l’indicazione a tutte le strutture UILCA siciliane di fare i nomi di chi esercita “violenze commerciali”, ed invitiamo ancora i lavoratori a segnalarci ogni episodio, ed allora potremo forse riuscire a risalire ai veri responsabili ed a dare un volto a tali vessatori e vigliacchi fantasmi.

Nessuno ci venga poi a parlare della reputazione delle banche, perché i primi ad essere interessati dovrebbero essere proprio i banchieri, ed a tal fine dovrebbero preoccuparsi innanzitutto di tenere comportamenti corretti.

Per noi sono prioritarie la salute e la reputazione delle lavoratrici e dei lavoratori, e pretendiamo da parte dei vertici aziendali una netta ed immediata inversione di tendenza.

E’ finito il tempo delle parole, ora si passa ai fatti.

Il Segretario Generale UILCA Sicilia – Giuseppe Gargano

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