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A 57 anni muore Massimo Soldato di Intesa San Paolo

Massimo Soldato il primo a destra nell’ultima foto con i colleghi al congresso ISP

57 anni vissuti con pacatezza, signorilità ma anche con determinazione.

Da DJ di Radio Reporter a bancario, coltivando sempre i suoi interessi per la musica, dirigente sindacale apprezzato dai colleghi per la capacità di problem solver ed anche dall’azienda che in lui trovavano un interlocutore sindacale serio ed affidabile.

Massimo Soldato in una foto di repertorio durante un congresso Uilca Sicilia

Massimo Soldato, RSA UILCA di Intesa San Paolo, ci ha lasciati subito dopo il congresso nazionale di ISP. Ha lasciato i suoi due figli di 27 e 25 anni, la sua compagna con cui condivideva la sua vita da qualche anno ed una mamma che adesso sarà più sola.

Niente di eclatante, nel suo stile, un malore.  

ROSARIO MINGOIA RIELETTO SEGRETARIO RESPONSABILE UILCA UIL UNICREDIT

Si è conclusa ieri in Emilia Romagna l’Assemblea Congressuale della Uilca – Uil del gruppo UniCredit che ha visto la riconferma di Rosario Mingoia quale Segretario Responsabile del Coordinamento Uilca UniCredit.

Benedetto Attili tesoriere Uil

Presenti, fra gli altri, ospiti istituzionali di altissimo livello come Benedetto Attili, tesoriere Uil, Fulvio Furlan segretario generale Uilca Uil, Giuseppe Bilanzuoli segretario nazionale Uilca Uil, i responsabili delle relazioni industriali di Unicredit e i segretari generali regionali.

Il tema al centro dei lavori è stato: “E’ il nostro futuro… Costruiamolo insieme!”.

Rosario Mingoia: “Ringrazio le delegate e i delegati per la fiducia che mi hanno rinnovato. È un onore che accolgo con gratitudine e con il senso di responsabilità di chi sa quanto lavoro abbiamo fatto e quanto ne resta ancora da fare. Appartenere alla UIL, l’organizzazione che mette al centro la dignità delle persone che lavorano, è motivo di orgoglio e stimolo nel proseguire su questo cammino. I traguardi raggiunti non sono merito dell’individualismo, bensì il frutto del lavoro di una squadra di dirigenti competenti, appassionati e sempre vicini alle nostre persone, a cui va il mio ringraziamento sincero. Una squadra così è la nostra forza più grande.”

Ancora Mingoia: “L’essere diventati la prima sigla confederale in UniCredit da un lato ci riempie di orgoglio dall’ altro ci carica di una grande responsabilità; continueremo su questo solco con l’ambizione di estendere il modello che si è dimostrato vincente sia per le persone che rappresentiamo sia per il settore bancario nel quale operiamo. Con la certezza di avere accanto il faro della Confederazione Uil che in questi anni ha dimostrato di portare risultati di grande valore alle lavoratrici e ai lavoratori come, ad esempio, con la detassazione degli aumenti contrattuali e dei premi di rendimento, risultati dei quali beneficeranno centinaia di migliaia di lavoratori anche del settore del credito”.

Negli organismi nazionali della Uilca Uil Unicredit sono stati eletti i siciliani Aldo Mandracchia, Daniele Gazzitano, Maurizio Cacciola, Ettore Dottore, Antonio Mangraviti, Salvo Alotta, Salvo Patti, Giancarlo Greco, Luca Battaglia, Antonino Cardillo, Cristoforo Pecorella, Giuseppe Lauricella, Giuseppe Caccamisi, Laura Pellegrino, Sergio La Rosa ed Emilio Ricciardo.

CONGRESSO A RICCIONE DELLA UILCA UIL UNICREDIT

Rosario Mingoia segretario responsabile uscente Uilca Uil Unicredit

Si celebrerà  presso l’ Hotel Mediterraneo di Riccione  l’Assemblea Congressuale della Uilca  – Uil del gruppo Unicredit per il rinnovo del Coordinamento Uilca Unicredit, attesi centinaia di delegati provenienti da tutto il territorio nazionale.

 “In questi quattro anni di mandato – dichiara  Rosario Mingoia segretario responsabile uscente – abbiamo  ottenuto risultati eccellenti sia in termini di contrattazione, sia nel welfare che in tanti altri obiettivi economici e sociali. Particolarmente interessante  il rapporto fra uscite volontarie ed assunzioni ottenuto con il cambio 1 a 1, unico nel settore,  il buono pasto a 10 euro ed il welfare di alto livello molto apprezzato da tutti i lavoratori. Ma soprattutto la Uilca Uil, grazie ad un’intensa attività di proselitismo ed alla fiducia delle persone , è diventata la prima sigla in tante regioni e la prima sigla confederale all’interno del gruppo Unicredit. Obiettivo  del Congresso sarà rinnovare gli Organismi  e porre le basi per diventare la prima sigla del settore”.

Prevista la presenza di ospiti istituzionali di altissimo livello nonché delle relazioni industriali di Unicredit nelle giornate di martedì e di mercoledì prossimi. Il segretario responsabile Rosario Mingoia aprirà con la relazione introduttiva alle 15,10 del 6 ottobre, seguiranno i saluti istituzionali. “L’essere diventati la prima sigla confederale – conclude Mingoia – da un lato ci riempie di orgoglio dall’ altro ci carica di una grande responsabilità, continueremo su questo solco con l’ambizione di estendere il modello che si è dimostrato vincente sia per le persone che rappresentiamo sia per il settore bancario nel quale operiamo. Con la certezza di avare accanto il faro  della Confederazione Uil che in questi anni ha dimostrato di portare risultati importantissimi nelle tasche dei lavoratori come ad esempio con il recupero salariale degli aumenti contrattuali del quale beneficeranno centinaia di migliaia di lavoratori del settore del credito”.

EU inc. 28° Regime Europeo. I sindacati protestano

Seguendo le Linee Guida Politiche 2024–2029 della Commissione Europea e la lettera di missione del Commissario per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di Diritto, la Competitiveness Compass della Commissione di gennaio 2025 ha annunciato la creazione di un “28° regime” come parte di una strategia più ampia per rafforzare la competitività dell’economia europea.

Questa innovazione dovrebbe aiutare le nuove imprese (start up) innovative ad accedere, solo in forma digitale, alle procedure per creare l’azienda (in 48 ore) con costi inferiori a 100€, generando un quadro normativo armonizzato in tutta l’Europa. Da qui il nome della norma, 28° regime, per indicare che sarà come creare le norme ad hoc per un 28° membro dell’UE senza armonizzare il tutto con ciò che è presente negli altri 27 paesi.

Questo nuovo regime giuridico consentirebbe alle imprese che vi aderiscono, di utilizzare anziché il regime normativo di uno qualsiasi degli altri paesi, procedure semplificate durante tutto il ciclo di vita dell’azienda, trasferimenti digitali di azioni e operazioni di capitale più semplici, supporto a strumenti di finanziamento moderni e la possibilità per gli Stati membri di consentire l’accesso ai mercati pubblici azionari. Introdurre, inoltre, procedure di insolvenza completamente digitali e la trasmissione automatica dei dati aziendali alle autorità competenti in linea con il “principio del solo uno”, includendo però garanzie contro frodi e abusi.

L’obiettivo è permettere alle aziende innovative di operare secondo un unico insieme armonizzato di regole a livello UE, che coprano aspetti rilevanti del diritto societario, fallimentare, del lavoro e fiscale.

In questo contesto, l’UE Inc. istituirà un nuovo regime giuridico societario armonizzato in tutta l’Unione Europea. Pur essendo progettato appositamente per aziende innovative e startup, sarà disponibile a qualsiasi fondatore che lo ritenga adatto, insieme alle forme aziendali nazionali esistenti.

Per protestare contro questa nuova liberalizzazione per le imprese, i sindacati europei si sono dati appuntamento a Bruxelles il 24 settembre 2026 per chiedere la revisione o la cancellazione di questa proposta in quanto metterebbe a rischio molti diritti dei lavoratori.

Un’analisi giuridica dell’European Trade Union Institute ha rilevato che il regime potrebbe permettere alle aziende di registrarsi negli Stati membri con bassi standard sociali mentre i loro lavoratori risiedono altrove; offrire stock option invece di salari o un contratto di lavoro; evitare la co-determinazione e la rappresentanza dei lavoratori a livello di consiglio; evitare l’obbligo di informare e consultare i lavoratori sulle decisioni; accelerare le liquidazioni in modi che potrebbero lasciare salari non pagati.

Il Segretario Regionale di UNI Europa, Oliver Roethig, dichiara: “Questa proposta di legge farà tornare indietro i lavoratori di 100 anni”. “Non c’è nulla di innovativo o progressista nel dare alle aziende un modo per aggirare le leggi sul lavoro, i contratti collettivi di lavoro, i diritti sindacali e le tutele sociali che sono stati tutti duramente conquistati. UNI Europa si unirà alla manifestazione con tutta la forza per contrastare questa legge inutile.”

La Segretaria Generale della CES, Esther Lynch, avverte che permettere questo tipo di shopping al regime “inevitabilmente dà inizio a una corsa al basso in termini di retribuzione e condizioni in tutto il continente.” Questa è una situazione allarmante che i sindacati europei hanno segnalato fin dall’inizio, evidenziando i rischi che l’UE Inc. rappresenta per i lavoratori in tutta Europa.

La UIL presente con Pierpaolo Bombardieri oltre a 200 delegati. Tra questi la delegazione della UILCA Uil guidata da Bianca Cuciniello

Pubblicata la nuova indagine Istat: il 15% delle donne italiane ha subito violenza prima dei 16 anni

E’ stata pubblicata il 16 settembre una nuova indagine Istat sulla Sicurezza delle donne dai 16 ai 75 anni, condotta tra marzo 2025 e gennaio 2026, che ha permesso di stimare alcune componenti della violenza subita prima dei 16 anni.

Il report conferma i risultati delle precedenti edizioni dell’Indagine (2006 e 2014) in merito all’esistenza di processi di trasmissione intergenerazionale della violenza, evidenziando uno stretto legame tra la violenza fisica e sessuale subita nell’infanzia e la violenza subita da adulte.

Il dato principale che emerge è che Il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni, pari a circa 3 milioni, e l’11,4% delle straniere di questa stessa età, oltre 244mila donne, dichiarano di aver subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni, violenze che si sono verificate soprattutto da parte di persone conosciute o in ambito familiare.

Rispetto all’indagine precedente condotta nel 2014, si rileva una diminuzione delle donne tra 16 e 70 anni che hanno subìto violenze sessuali prima dei 16 anni: il 7,8% contro il 10,6%, ma il dato rimane ancora preoccupante.

La maggior parte degli episodi di violenza sessuale si verifica tra gli 11 e i 16 anni, ma l’8,2% delle vittime italiane colloca il primo episodio prima dei 6 anni.

Non solo violenze sessuali ma anche le violenze fisiche rappresentano un dato preoccupante. Circa il 9% delle donne ha subìto violenze fisiche prima dei 16 anni (9,2% delle italiane pari a 1 milione e 847mila; il 9,6% delle straniere, oltre 206mila). Le forme più diffuse sono le spinte, gli strattonamenti e gli schiaffi, subiti prima dei 16 anni dall’8,1% delle donne italiane e dal 9,3% delle donne straniere; le forme più gravi, essere colpite violentemente, prese a calci, percosse con oggetti, bruciate o ferite con un’arma, hanno riguardato il 3,1% delle italiane e il 3,3% delle straniere. La violenza più grave è soprattutto per mano dei genitori.

Alla violenza subìta si somma la violenza assistita. Il 10,4% delle donne italiane e straniere ha assistito, durante l’infanzia, alle violenze verbali o fisiche tra i genitori, nonché alle umiliazioni e denigrazioni rivolte ai fratelli (10,3% per le italiane, 11,6% per le straniere). Vivere in un clima di violenza rende più vulnerabili: le donne che assistono alla violenza sia verbale sia fisica da piccole sono anche quelle che, sempre da piccole, hanno subìto più violenze fisiche e/o sessuali.

La quota di donne che hanno subìto violenze fisiche o sessuali da adulte, pari al 31,9% per le italiane e al 27,4% per le straniere, quasi raddoppia se si sono subite violenze fisiche o sessuali anche da piccole

Quindi, tirando le somme sui dati principali dell’analisi, ne emerge che circa il 15% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. L’analisi degli autori evidenzia che queste violenze sono perpetrate prevalentemente da persone conosciute dalla vittima, come accade per le violenze subite dalle donne dopo i 16 anni.

Hanno infatti subìto violenza fisica e/o sessuale da parte di almeno una persona conosciuta (inclusi i familiari e i parenti) il 13,5% delle donne italiane e l’11,2% delle straniere, mentre le quote riferite a uno sconosciuto sono pari, rispettivamente, al 2,1% e allo 0,6%. A far paura, spesso, non è chi non conosciamo ma chi frequenta la nostra casa, chi fa parte dei nostri legami.

Seppur in leggero miglioramento, i dati mostrano una società ancora afflitta dalla misoginia. È necessario investire in educazione e formazione se si vuole davvero invertire la tendenza e creare una società più sana e più equa, senza discriminazioni legate al sesso.

UNICREDIT: MALANDRINO “IN SICILIA NEL PRIMO SEMESTRE FINANZIAMENTI PER 1,1 MLD”

Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia UniCredit 

Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit, ha partecipato a Palermo alla manifestazione “Isola del Tesolio”, appuntamento dedicato al confronto sulle prospettive della filiera olivicola-olearia regionale e sulle sfide della prossima campagna produttiva.

Salvatore Malandrino: “Nel primo semestre 2026 abbiamo erogato nuovi finanziamenti per 1,1 mld, di cui 624 milioni alle imprese (+24% rispetto allo stesso periodo del 2025). Questi risultati testimoniano l’impegno concreto della Banca nel sostenere il tessuto imprenditoriale, accompagnando le aziende sia nelle fasi più complesse della loro attività sia nei momenti di crescita e sviluppo. In ambito agroalimentare questo impegno si traduce anche nel sostegno alle filiere produttive: in Sicilia abbiamo sottoscritto nove accordi di filiera, quattro dei quali dedicati al comparto oleario, coinvolgendo oltre 6.000 soci e conferitori.”

Nel corso della tavola rotonda dell’”Isola del Tesolio”, Salvatore Malandrino ha dichiarato: “Accanto alle attuali criticità, il comparto presenta importanti opportunità di crescita. Il tema delle rimanenze evidenzia la necessità di rafforzare l’organizzazione commerciale della filiera, favorire l’aggregazione e valorizzare i marchi territoriali. Una maggiore integrazione tra produzione, trasformazione e commercializzazione può migliorare la programmazione dell’offerta, ampliare l’accesso ai mercati e rispondere a una domanda sempre più orientata verso qualità e tracciabilità. Grazie alla capacità di adattamento che ha sempre contraddistinto il settore e a investimenti in innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione, la filiera olivicola siciliana può continuare a generare valore per l’economia dell’Isola.”

Manfredi Barbera, ceo dell’omonima azienda olearia siciliana Barbera, ha dichiarato: “In Sicilia 16 mila tonnellate di olio invendute.

Purtroppo quest’anno si è venduto poco olio perché il prezzo europeo è diventato troppo basso e si è creato un gap superiore ai 2,50 € tra quello italiano e quello della Ue quindi Spagna, Grecia e altri.

Da sx Manfredi Barbera Ceo Oleifici Barbera, Nadia La Malfa giornalista e Salvo Malandrino Regional Manager Sicilia di UniCredit

Noi ci troviamo oggi, a quasi fine annata, con dei riporti molto importanti: quasi 200 mila tonnellate a fronte di una produzione che è stata di 330 mila, cioè due terzi dell’olio prodotto ancora invenduto e ci siamo affacciando a una campagna olearia abbastanza buona dal punto di vista quantitativo.”

Ancora Barbera: “Abbiamo anche un problema di finanza perché se non abbiamo ancora venduto l’olio come facciamo a pagare le nuove olive? In tutto ciò i silos di stoccaggio di cui disponiamo sono ancora impegnati per la vecchia produzione, quindi è una situazione abbastanza preoccupante. Serve fare sistema e ciò significa avere una politica più pronta, attenta e veloce nelle risposte – ha sottolineato – e poi bisogna fare un patto con la grande distribuzione, perché il 70% dell’olio si vende nei banchi dei supermercati e se noi abbiamo questo differenziale così alto tra l’olio italiano e l’olio spagnolo o greco questo costituisce un problema”.

CCNL Credito, riparte il negoziato: ABI e sindacati verso un autunno ad alta intensità negoziale

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Il rinnovo del CCNL del credito, scaduto il 31 marzo 2026, entra nella fase operativa. L’incontro dell’8 settembre tra ABI con UILCA e le altre organizzazioni sindacali ha riaperto ufficialmente il confronto dopo la pausa estiva, segnando l’avvio di un calendario che si preannuncia fitto e decisivo per la chiusura entro fine anno.

La Uilca e le altre sigle si presentano al tavolo con una piattaforma approvata dai lavoratori con un consenso del 99,8%, elemento che conferisce al fronte sindacale un mandato negoziale particolarmente forte. La piattaforma punta a un incremento salariale di 518 euro lordi mensili, alla riduzione dell’orario a 35 ore settimanali, al rafforzamento del welfare e a una regolazione più stringente dell’uso dell’intelligenza artificiale nei processi bancari.

ABI non ha ancora presentato una proposta economica, ma ha ribadito l’esigenza di un rinnovo “sostenibile” e coerente con la trasformazione in atto nel settore. Tra i temi centrali indicati dall’associazione:

revisione degli inquadramenti, maggiore flessibilità organizzativa, integrazione del contratto con i nuovi modelli digitali, attenzione ai costi complessivi del personale.

 Il negoziato si colloca in un contesto di forte evoluzione del sistema bancario:

processi di fusione e consolidamento, investimenti in digitalizzazione e cybersecurity, ridefinizione dei modelli di servizio, impatto crescente dell’IA sulle attività operative e commerciali.

Il nuovo CCNL dovrà quindi rispondere non solo alle richieste retributive, ma anche alla necessità di aggiornare la cornice normativa del lavoro bancario.

Il verbale di sospensione dei termini fissa al 31 dicembre 2026 la deadline per la chiusura del contratto. Un mancato accordo entro fine anno comporterebbe uno slittamento al 2027, con possibili ripercussioni sulle relazioni industriali e sulla gestione del personale nelle principali realtà del credito.

Le parti torneranno a riunirsi nelle prossime settimane per affrontare i capitoli più complessi: parte economica, orario, welfare, inquadramenti e governance dell’IA. L’autunno si preannuncia quindi come la fase decisiva per verificare la distanza reale tra le posizioni e la possibilità di un’intesa entro la fine dell’anno.

L’estate sta finendo

In un’analisi molto approfondita, UNMagazine, magazine della UILCA, nel suo numero 4/2026, descrive i maggiori argomenti che sono venuti alla ribalta in questo anno infuocato e non solo per il clima.

Tra questi, un posto di rilievo spetta alla desertificazione bancaria che, dopo le attività di divulgazione, informazione e coinvolgimento fatte dalla Uilca, dagli altri sindacati e dalla stampa, diventa sempre più un problema sentito da tutti, (vedi il sito della Uilca dedicato chiusurafilialinograzie.it).

Ma anche il CCNL Ania, le piattaforme di rinnovo dei CCNL ABI e BCC per i quali la Uilca e le altre organizzazioni sindacali sono impegnate e lo saranno in autunno per la presentazione e approvazione delle rispettive piattaforme di rinnovo.

Desertificazione bancaria. Dopo le attività della Uilca che hanno portato all’attenzione il problema con un’indagine che evidenzia l’insoddisfazione dei clienti, 9 su 10, per la chiusura degli sportelli di prossimità, le maggiori testate nazionali hanno evidenziato i vari aspetti negativi che questo fenomeno si trascina. Dal rischio usura, all’allentamento della propensione al risparmio, dall’aumento delle truffe online e dalla rischiosità per privati e aziende di doversi spostare di chilometri per incontrare un operatore del credito. Circa 5 milioni di italiani abitano in comuni senza sportelli bancari. Da segnalare la firma di un protocollo in Umbria tra regione, ANCI Umbria con Uilca e le altre sigle sindacali per mettere in atto quanto necessario a contrastare la chiusura di sportelli nella regione.

Il problema è ripreso anche da parecchie testate locali, cartacee ed online che rappresentano, ciascuna con le sensibilità del territorio di riferimento, le criticità prodotte dal fenomeno.

Sarà un autunno caldo per le trattative del CCNL ABI e di quello delle BCC, il primo con la piattaforma approvata dalle lavoratrici e dai lavoratori e presentata ad ABI, mentre per il secondo si prospetta, a breve, l’inizio del percorso di approvazione nelle assemblee sindacali.

In tutto questo registriamo gli accordi aziendali chiusi in BPER. Il Vap 2026 prevede un valore medio di 2.250 euro per la figura media di riferimento (A III livello IV), articolato in tre componenti: 1.400 euro in denaro, convertibili in parte o tutto in welfare e riparametrabili in base all’inquadramento, con una percentuale di conversione che sale al 18% rispetto al 17% del 2025; 650 euro di Speciale Erogazione Welfare; 200 euro in denaro uguali per tutti, anch’essi convertibili in welfare, elemento di forte perequazione.

Nel gruppo ICCREA si è chiuso un accordo. UILCA, insieme a tutte le organizzazioni sindacali, e ICCREA ha sottoscritto l’accordo sul VALORE DI PRODUTTIVITÀ AZIENDALE (VPA) – competenza 2025 – destinato al personale delle banche di credito cooperativo e delle società del perimetro del Gruppo Iccrea. L’importo medio del Vpa 2026 sarà erogato a settembre e risulta in linea con quello dello scorso anno. La novità principale riguarda la tassazione: chi sceglierà l’erogazione in forma cash potrà beneficiare quest’anno di un’aliquota agevolata all’1%. È stata inoltre aumentata la percentuale di incremento riconosciuta a chi destina il Vpa al welfare, passata dal 18,50% al 19%.

Segnaliamo anche l’accordo in Credit Agricole per mobilità, inquadramenti e comportamenti manageriali. E’ stata concordata una tabella per i trasferimenti oltre i 30 km che impone all’azienda il pagamento da 10 € fino a 56 € in funzione della distanza del trasferimento.

Per gli inquadramenti, l’accordo disciplina i ruoli di Specialist e Senior Specialist di Direzione Centrale e le nuove figure di Rete di bancassicurazione e soluzioni di pagamento. Nelle Direzioni Centrali, gli Specialist possono progredire nell’arco di 36 mesi fino al grado di 3° area 3° livello, mentre i Senior Specialist accedono al livello superiore con la medesima tempistica, contemplando la valutazione aziendale per l’accesso ai Quadri Direttivi per chi opera in strutture particolarmente complesse. Salvaguardate, inoltre, le anzianità di ruolo nei cambi di famiglia professionale qualora siano stati maturati almeno diciotto mesi.

Infine il vademecum sui comportamenti manageriali per salvaguardare il work-life balance e contrastare le pressioni commerciali.

Fulvio Furlan Segretario Generale Uilca Uil

Intanto il Segretario Generale Fulvio Furlan è stato ascoltato in Senato presso la Commissione Finanza e Tesoro in merito alla modifica dell’art. 910, lettera a) della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che prevede il versamento dello stipendio tramite bonifico su un conto intestato direttamente alla lavoratrice o al lavoratore, e non più su un conto semplicemente indicato da questi.

Furlan: “Combattere questa piaga sociale è uno dei doveri del Sindacato: il lavoro deve essere svolto in sicurezza, sempre. Come Uilca, in linea con la Confederazione, riaffermiamo con urgenza la necessità di attuare tutte le norme per evitare le morti sul lavoro e crediamo importante che il salario sia, non solo giusto e dignitoso, ma anche spendibile da chi lo guadagna e non vi debba essere differenza tra uomo e donna che svolgono la stessa funzione. Anche ridurre il divario retributivo è fondamentale per garantire alle donne indipendenza e autonomia e contribuire a evitare situazioni di violenza economica”, continua Furlan.

Per la Uil dei bancari la proposta mette in luce il tema della violenza economica, spesso alimentata dall’impossibilità per le donne di disporre liberamente del salario da loro guadagnato.

Sul tema, l’Organizzazione ha ricordato l’impegno già assunto dal settore bancario tra l’art. 63 del Ccnl del credito, che prevede il contrasto alla violenza di genere, e l’intesa con l’Associazione Bancaria Italiana, per la possibilità di assunzione per le donne vittime di violenza o di figlie e figli rimasti orfani. “Un accordo di civiltà importante, che offre soluzioni di sostegno concreto”.

UILCA cresce ancora. Prima sigla confederale in Unicredit

La UILCA Unicredit accoglie i principali dirigenti Unisin in Lombardia. A rafforzare la compagine del sindacato, che diventa la maggiore sigla confederale in Unicredit, arrivano Paolo Cappella, Mauro Monti, Luigi Ghislotti, Fabio Colombi e Marco Catalano e centinaia di nuovi iscritti.

Da sx Rosario Mingoia e Renato Carlo Bianchi

Rosario Mingoia, Segret. Resp. Coord. Uilca in Gruppo Unicredit e Renato Carlo Bianchi, Segret. Resp. aggiunto: “insieme a tutta la UILCA Unicredit, diamo il più caloroso benvenuto a questi nuovi dirigenti  e ringraziamo anche Roberto Deri che si è prodigato per il successo di questo passaggio.”

Mingoia: “Questa importante adesione non è frutto del caso, ma il risultato di un lavoro quotidiano fatto di presenza, ascolto, competenza, credibilità e capacità di rappresentare, concretamente, gli interessi delle persone.”

Bianchi: “Sempre più colleghi scelgono la UILCA perché riconoscono in essa un sindacato confederale moderno, autorevole e inclusivo, capace di trasformare le differenze in una ricchezza e di costruire un progetto comune fondato sulla partecipazione, sulla tutela dei diritti e sulla valorizzazione delle professionalità.”

Con questo ulteriore acquisizione, la UILCA-UIL rafforza la propria leadership non solo in Lombardia ma su tutto il territorio nazionale confermandosi il punto di riferimento per chi desidera un sindacato forte, credibile e protagonista.

«Le adesioni di oggi rappresentano un riconoscimento al lavoro svolto e alla visione che stiamo costruendo giorno dopo giorno», dichiarano Rosario Mingoia e Renato Carlo Bianchi. Ed ancora: «La nostra organizzazione continua a crescere perché mette al centro le persone, investe sul rinnovamento e guarda al futuro con responsabilità e coraggio. Chi entra nella UILCA sceglie una comunità sindacale che non si limita a rappresentare i lavoratori, ma costruisce insieme a loro il cambiamento. La crescita della UILCA Unicredit non si ferma. È il segnale che un modello sindacale fondato sulla competenza, sulla partecipazione e sulla confederalità continua a raccogliere consenso e fiducia, e ci consente di diventare la sigla maggiormente rappresentativa in tantissime regioni d’Italia.”