VISITANDO LA SICILIA. Museo Gemellaro Palermo

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A Palermo, a poca distanza dalla Stazione Centrale e dell’ingresso al mercato di Ballarò, è presente un piccolo gioiello appartenente al Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Palermo: stiamo parlando del Museo Geologico “Gaetano Giorgio Gemmellaro”, in Corso Tukory 131.

Il museo è intitolato a Gaetano Giorgio Gemmellaro, geologo catanese a cui, nel 1860, viene affidata la neonata Cattedra di Mineralogia e Geologia. Contestualmente alla creazione della cattedra, viene istituito il Gabinetto Geologico, a cui si fa risalire la fondazione ufficiale del museo. La sua storia, però, si può far risalire alla fondazione stessa dell’ateneo palermitano e del suo Gabinetto di Scienze Naturali nel 1779.

L’esposizione si articola su tre piani, in cui è possibile ripercorrere la storia geologica, paleontologica e paleoantropologica della Sicilia e dell’intero bacino del Mediterraneo. Nella sala Enzo Burgio, a piano terra, si viene accolti dalla storia geologica della Sicilia. Vi si trovano infografiche e campioni sul vulcanismo delle isole minori e dell’Isola Ferdinandea, questi ultimi, raccolti a seguito dell’emersione del 1831 da parte di Carlo Gemmellaro, geologo inviato in esplorazione dal governo borbonico, nonché padre di Gaetano Giorgio. Sono presenti anche teche sulla classificazione sistematica di esseri viventi e sulla paleobotanica.

Salendo al primo piano sono presenti alcuni percorsi diversi e alcune sale. Il percorso più esteso è quello della Sala dei Fossili che espone fossili della storia geologica siciliana compresi tra 300 milioni e 20 milioni di anni fa, accompagnati da plastici raffiguranti la disposizione delle terre emerse nel Mediterraneo nelle varie ere geologiche considerate.

Segue la Sala dei Cristalli, dove il reperto più interessante è sicuramente un cristallo di gesso risalente a 6 milioni di anni fa: in tale momento geologico il Mediterraneo, isolato dall’Oceano Atlantico, evaporò quasi completamente permettendo la formazione di depositi di gesso e di altri sali. All’interno del cristallo esposto è intrappolata e visibile una goccia dell’acqua del Mediterraneo di allora.

La terza sala è quella dell’Uomo, dove è presente lo scheletro in ottimo stato di conservazione di Thea: una donna vissuta in Sicilia nel Paleolitico, circa 14500 anni fa e ritrovata quasi un secolo fa nella Grotta di San Teodoro (ME). Lo scavo comprendeva resti di altri sei scheletri adesso in parte esposti nella stessa sala e in parte custoditi a Firenze e Milano.

L’esposizione è completata, all’ultimo piano, dalla Sala degli Elefanti. Tra i resti fossili esposti risaltano quelli di ippopotami e iene, animali che non siamo abituati ad associare alla fauna italiana ma che popolavano l’antica Sicilia. Se è nominata “Sala degli Elefanti”, tuttavia, è grazie alla presenza di resti e ricostruzioni di varie specie di elefanti che hanno abitato la nostra isola in tempi remoti.

Complessivamente, il tipo di esposizione museale è di concezione non recentissima e in alcuni casi alcune ricostruzioni, per quanto di innegabile rilevanza nel percorso museale, rischiano di mettere in secondo piano alcuni reperti esposti a poca distanza. Tuttavia ho personalmente visitato il museo in almeno quattro occasioni a partire dagli anni 2000 fino all’estate dell’anno in cui viene pubblicato questo articolo. Posso dire che non ho mai vissuto due visite uguali tra loro, indice di un museo vivo nella sua struttura e nella sua esposizione e in grado di raccontare ogni volta qualcosa di nuovo.

Ai futuri visitatori del Museo Gemmellaro consiglio vivamente di prendere tutto il tempo necessario per esplorare e lasciarsi trasportare nella storia geologica, paleontologica e paleoantropologica della Sicilia.

Fonti:

Sito del Museo

Carolina Di Patti, “Thea Madre. Il volto della prima donna di Sicilia e la Grotta di San Teodoro”

Sineo, Luca & Bigazzi, Renzo & D’Amore, Giuseppe & Tartarelli, Giandonato & C., Di & Berzero, Antonella & Crespi, Vera. (2002). I resti umani della Grotta di S. Teodoro (Messina): datazione assoluta con il metodo della spettrometria gamma diretta (U/Pa). Antropo. Antropo.